La Presidente Carla Roncallo riceve Orli Bach nel cantiere di molo Pagliari.

La Presidente Carla Roncallo riceve Orli Bach nel cantiere di molo Pagliari.

Soddisfazione della nipote del Comandante Arazi per il progetto dell’Autorità di Sistema Portuale dedicato alla memoria della migrazione dei profughi ebrei nel 1946.

La presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, ha incontrato stamani sul molo Pagliari Orli Bach, la nipote del comandante Arazi, detto Alòn, che nel 1946 sovrintese le operazioni relative alla partenza per la Terra Promessa dei profughi ebrei reduci dai campi di concentramento. L’incontro è stato particolarmente significativo, visto anche che l’Autorità di Sistema si appresta a pubblicare nei prossimi giorni il bando per un concorso di idee, volto ad onorare la memoria dei profughi ebrei sul simbolico Molo Pagliari.
La Presidente Roncallo, ha infatti mostrato personalmente alla Bach il progetto di prossima realizzazione, che prevede un percorso museale permanente a cielo aperto , completamente aperto al pubblico, lungo l’intero perimetro della banchina, con una ventina di pannelli storici e divulgativi dei fatti che hanno caratterizzato la vicenda di “Exodus”. Il progetto prevede anche una “piazza della memoria” da ricavarsi alla radice del molo, dove sarà posizionata una scultura in ricordo di quei giorni.

“Finalmente ho potuto spiegare alla diretta discendente di Arazi l’iter che abbiamo percorso per giungere alla realizzazione di questo progetto, che ha incontrato la sua piena soddisfazione. Con Orli Bach abbiamo deciso che da oggi in poi collaboreremo, così come abbiamo sempre fatto con la comunità ebraica spezzina e genovese, per ottenere supporto e suggerimenti utili alla realizzazione del progetto”, ha detto la presidente Roncallo.

Orli Bach ha voluto sostare poi sotto la targa che ricorda la vicenda del Fede e Fenice, purtroppo fino ad oggi destinata all’oblio in quanto in una zona interdetta al pubblico. Targa che, come è stato assicurato alla Bach, verrà trasferita in altro luogo, sempre all’interno del percorso museale, una volta abbattuto il vecchio muro su cui è attualmente posizionata.